Dimitris Domazos ha aperto la prima scuola calcio gratuita in Grecia

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E’ notizia di pochi giorni fa che, l’ex calciatore Dimitris Domazos, ha aperto un’accademia calcistica completamente gratuita per i bambini dai 4 ai 16 anni, con sede ad Atene. L’unica richiesta è quella di portare cibo, secco o in scatola, che sarà poi destinato agli animali randagi del comune di Atene.

Ad annunciare l’iniziativa è stata la figlia Popi, attraverso un’intervista radiofonica su Radio 104.9 FM:

“Mio padre insegnerà i suoi segreti calcistici ai bambini dell’Accademia. Abbiamo deciso che sarebbe stata un’ottima idea combinare l’accademia e allo stesso tempo sostenere gli animali randagi; sin da piccola i miei genitori mi hanno insegnato ad amare gli animali e a farli crescere con noi in casa.

Le dichiarazioni della figlia sono state seguite da un comunicato stampa ufficiale:

La prima scuola calcio gratuita in Grecia è ormai realtà! La scuola calcio Mimis Domazos cambia il gioco e adotta un carattere filoanimalista! Ragazzi dai 4 ai 16 anni sono allenati totalmente gratis per tutta la stagione dal “Generale” del calcio greco Mimis Domazos. Vieni anche tu per imparare i segreti del palloni e supporta i cani abbandonati nel comune di Atene. L’iscrizione è gratuita, ma bisogna offrire ogni settimana cibo secco, scatolette e qualsiasi cosa per gli amici a quattro zampe!

Un’iniziativa degna di nota, che vale la pena condividere. Per chi non conoscesse Dimitris Domazos, è uno dei calciatori greci più famosi di sempre, nonché leggenda e capitano del Panathinaikos, con cui ha militato 20 anni, collezionando 510 presenze e 134 goal. Di ruolo centrocampista, è stato anche un pilastro della nazionale, per cui ha giocato 50 partite. Famoso per la sua abilità nei dribbling, la sua creatività nei passaggi e la sua precisione, è stato definito il calciatore più attivo nella storia del calcio greco, avendo giocato per più di 21 anni.

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Fenomenologia di Yassine Meriah nei gironi di Champions League

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In cinque partite in Champions League ha totalizzato questo invidiabile bottino: un rigore su Kane alla prima giornata, un assist involontario per una rete di Vulić (con un’occasione clamorosa sprecata a Belgrado) e un liscio di memoria gialappiana che ha favorito la rete di Dele Alli, quella dell’inizio della rimonta del Tottenham di José Mourinho martedì scorso.

Yassine Meriah diciamo che non riesce a farsi voler bene dai tifosi dell’Olympiakos in questa stagione. Se ci aggiungiamo anche il rigore causato su Macheda all’89’ per il pareggio del Panathinaikos nel derby, le critiche si fanno ancora più feroci.

E pensare che nell’estate del 2018, quando l’Olympiakos preleva il centrale tunisino classe ’93 dallo Sfaxien, il nostro Yassine viene presentato come una «Roccia» (gr. ΒΡΑΧΟΣ).

La prima stagione è buona, si guadagna il pass per una Coppa d’Africa giocata alla grande (miglior centrale insieme a Koulibaly) e, poco dopo la fine del torneo continentale, arriva addirittura l’interesse del Napoli di Carlo Ancelotti. Si parla di una cifra di 4.000.000 euro, due volte superiore rispetto a quanto aveva pagato l’Olympiakos per ingaggiarlo. Alla fine salta l’affare tra le due società e Meriah rimane al Pireo.

Gioca un’ottima fase di qualificazione alla Champions League, guidando una difesa granitica con Semedo al suo fianco e José Sá tra i pali: per farvi capire, la squadra di Pedro Martins subisce una sola rete in sei partite. Staccato il biglietto per i gironi, Meriah comincia ad inanellare una prestazione inguardabile dopo l’altra, con il colmo che arriva a Belgrado, il 1º ottobre.

L’Olympiakos arriva a questo incontro dopo il punto strappato in casa contro il Tottenham (ancora di Pochettino, ndr). Si porta anche in vantaggio in Serbia, ma Benzia si fa espellere all’inizio della ripresa e la partita si mette sul peggior binario possibile. Al 62′ Meriah respinge malamente un cross dalla sinistra e serve un pallone perfetto a Vulić che fulmina Sá. Ma non è tutto. A pochi giri dalla fine, Podence mette in area un pallone perfetto per Meriah, che deve solo mettere il piatto per riportare in vantaggio i suoi, ma il tunisino spedisce il pallone desolatamente a lato. Visto che la sfiga ci vede benissimo, secondi dopo l’occasione fallita, l’Olympiakos subisce il 2-1 e al 90′ anche il 3-1 finale.

Le due partite contro il Bayern Monaco sono state anche discrete da parte di Yassine Meriah che, arrivato al Tottenham Hotspur Stadium, martedì ha ricominciato ad attirare l’odio dei suoi tifosi. Il primo tempo dell’Olympiakos è favoloso contro i finalisti uscenti, tanto che a pochi secondi dall’intervallo sono avanti di due reti. Ma Meriah non calcola bene un cross di Aurier dalla destra, liscia il pallone e smarca Dele Alli esattamente allo scadere del primo tempo, dando il via alla remuntada Spurs.

La partita finisce 4-2 per gli uomini di Mourinho e in conferenza stampa Meriah viene messo sul banco degli imputati, con il suo allenatore Martins che spiega:

Per quanto riguarda la partita non possiamo commettere errori del genere a questi livelli, perché è inevitabile che li paghiamo. Così come ponete la domanda, sembra che un giocatore sia decisivo e faccia del male alla squadra. Gli uomini che giocano in quella posizione affrontano dei problemi. Avraam (Papadopoulos, ndr) ha un piccolo risentimento, Cissé è infortunato e questo problema va risolto. Ha a che fare con l’aspetto psicologico e gli errori lo influenzano. Non vogliamo dire di più.

Dall’interesse del Napoli ai grandi problemi in questa Champions League, Meriah sta vivendo uno dei peggiori momenti della sua carriera e la stampa greca, impietosa, non gli risparmia nulla. Dal fatto che con i suoi errori abbia fatto perdere 15 milioni all’Olympiakos alla possibilità di perdere il posto, già a partire dal big match contro il PAOK.

Noi gli auguriamo solo che si riprenda mentalmente perché, a 26 anni, questo può essere uno dei più grandi crocevia della sua carriera e sarebbe un vero peccato che il suo talento venga sprecato in così pochi mesi.

 

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PAOK, con questa Europa è una storia da dimenticare

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Un’altra, l’ennesima, cocente eliminazione dai gironi di una competizione europea. Dopo essersi liberato dall’etichetta dell’eterno incompiuto in Grecia, il PAOK deve fare i conti anche con i tornei continentali, ritrovandosi con uno score decennale disastroso.

In Champions League ha tre eliminazioni (quattro sul campo, vista l’esclusione del Metalist Kharkiv nel 2013-2014) al terzo turno e due agli spareggi. In Europa League le eliminazioni dai gironi ammontano a tre, per mano di: Rapid Vienna nel 2012-2013 con Donis in panchina, Östersund nel 2017-2018 con LucescuSlovan Bratislava con Abel Ferreira nel 2019-2020.

Quello di giovedì scorso è stato «il momento più difficile da quando sono al PAOK» come ha dichiarato uno dei leader dei bianconeri, Fernando Varela. La squadra che ha affrontato lo Slovan al “Toumba” non ha ricordato purtroppo, al netto degli esecrabili errori arbitrali di cui non parleremo e dei 30 total attempts, quella che ha dominato lo scorso campionato.

A cominciare da Paschalakis, capace di ben 16 clean sheet in 30 partite della Super League 2018-2019, che non dà più la sicurezza di un tempo tra i pali; Pelkas, rilevata la fascia di capitano dal lungodegente Vieirinha, è evidente che ancora si deve ambientare nei nuovi schemi di Ferreira; un centrocampo da cui mancano pilastri tecnici e mentali come Mauricio Wernbloom; il centroboa Akpom che predica nel deserto. L’unico da salvare è Giannoulis, il sostituto in campo di capitan Vieirinha: il 23enne ara la fascia sinistra e fa tutto, dalla fase difensiva a traversoni pericolosi in avanti con una mentalità da cui deve ripartire il PAOK.

Adesso la squadra di Salonicco dovrà concentrarsi sui tornei nazionali, magari riprovando a fare il double della scorsa stagione. Però rimarranno sempre i problemi in Europa.

Basta questo ultimo dato per rendervi conto di quanto la situazione non sia tutta rose e fiori e di come potrà peggiorare: per i sorteggi in Europa si guarda il punteggio ranking degli ultimi cinque anni e con le ultime tre annate negative, il PAOK si ritroverà addirittura sotto all’AEK, che non ha nemmeno giocato in Europa per tutti i cinque anni! Ciò significa che i sorteggi, già dalla prossima stagione europea, saranno leggermente più complicati e questo vuol dire che la strada sarà subito in salita per i bianconeri di Salonicco.

Questo è il PAOK. Tra grandi gioie e grandi delusioni, tra il bianco e il nero, i suoi colori sociali. Non ci sono vie di mezzo e con questa squadra sarà sempre così…

 

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L’Olympiakos polverizza il Krasnodar, ma il girone è di ferro

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La stagione prosegue nel migliore dei modi per i Kokkini, che polverizzano il Krasnodar per un totale di 6-1 ed approdano ai gironi di Champions League per la diciannovesima volta nella loro storia. Il lavoro dell’allenatore Martins ed il feeling con i calciatori è ormai già consolidato, e sembra proprio che con gli acquisti estivi la squadra si sia rafforzata. Dopo due anni di digiuno di trofei e nonostante l’infortunio di Fortounis, la squadra dimostra di avere diversi calciatori tecnici già affermati (Valbuena, Fortounis, Semedo) che affiancano altri molto promettenti pronti al salto di qualità, come Podence, Tsimikas, Bouchalakis e via discorrendo.

I sorteggi di Champions League non si dimostrano molto benevoli per i Thrilos, capitati nel Girone B assieme a Bayern Monaco, Tottenham e Stella Rossa. Salvo prestazioni eccezionali, Bayern e Tottenham si contenderanno i primi due posti, mentre l’Olympiacos dovrà battersela con la Stella Rossa per il terzo posto, che garantirebbe la “retrocessione” in Europa League.

 

ANDATA, OLYMPIACOS – KRASNODAR 4-0

Al 10′ minuto i russi recriminano un calcio di rigore per un tocco di mano in area da parte di Guilherme: silent-check del VAR, il gioco prosegue.

Il primo goal della partita arriva al 29′: Guerrero riceve palla al limite dell’area, si coordina e calcia di destro a giro, con il pallone che sbatte sul palo interno e gonfia la rete.

La seconda rete arriva solo al 77′: ripartenza dei Kokkini, Valbuena con un filtrante serve Ranđelović che stoppa e incrocia da destra.

All’85’ è 3-0: su passaggio di Valbuena è di nuovo Ranđelović che da 25 metri calcia centrale e segna, complice un errore di posizionamento del portiere avversario.

Il goal del poker che mette il lucchetto alla qualificazione dell’Olympiacos matura all’88’ quando Podence, su assist di Bouchalakis, scavalca il portiere Safonov con un pallonetto.

 

RITORNO, KRASNODAR – OLYMPIACOS 1-2

Il match di ritorno è una pura formalità, in virtù del risultato rassicurante dell’andata.

I russi si portano subito in attacco già dai primi minuti, trovando il goal al 10′: Wanderson, dopo un uno-due in area, crossa di piatto in mezza dove Utkin stoppa e calcia in rete.

L’entusiasmo dei padroni di casa non dura nemmeno un minuto, perché pochi secondi dopo El Arabi segna il goal dell’1-1, mettendo fine al discorso qualificazione.

Al 47′ è di nuovo El Arabi a segnare, siglando una doppietta.

 

 

Preliminari Europa League: l’AEK avanza senza problemi, Atromitos e Aris eliminate

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Per le squadre greche, il terzo turno di qualificazione ai gironi di Europa League si conclude con due eliminazioni e un passaggio del turno. Andiamo ad analizzare meglio cosa è successo.

 

ATROMITOS

Dopo l’addio di Damir Canadi, che è stato in panchina a Peristeri per due stagioni e che ha ottenuto per due anni di fila il quarto posto in campionato, la società ateniese ha deciso di affidare le redini della squadra a Giannis Anastasiou. Dopo una carriera da giocatore passata tra Grecia, Olanda e Belgio, si ritrova alla seconda esperienza importante da allenatore, dopo essere stato dal 2013 al 2015 al Panathinaikos. La squadra, tuttavia, non è più quella dell’anno scorso: molti dei calciatori chiave della squadra, come Koulouris, Warda, Bruno e Giannoulis, erano in prestito e sono dunque tornati alle loro squadre. Per quanto riguarda il calciomercato in entrata, invece, arrivano Vellios dal Nottingham Forest, Charisis dal PAOK, Talocha dal Boavista, Farley Rosa e Tal Kahila da svincolati. Vellios, Charisis e Rosa hanno già avuto esperienze in Grecia, quindi non dovrebbero avere grandi problemi ad ambientarsi, mentre un discorso diverso va fatto per Talocha e Kahila. Sostituire calciatori di qualità come quelli dello scorso anno e raggiungere lo stesso traguardo non è un’impresa facile, ma vedremo cosa ci saprà regalare il nuovo coach.

 

ANDATA, LEGIA VARSAVIA – ATROMITOS 0-0

Tra i numerosi avversari, il Legia Varsavia era una delle squadre più temibili, la quale ha a disposizione diversi calciatori molto interessanti, come Cafù, Novikovas, Niezgoda, Martins (ex Olympiacos), Wieteska e Remy. La superiorità dei polacchi si fa sentire: 70% di possesso palla, 16 tiri totali e 16 calci d’angolo. Statistiche strabilianti, alle quali vanno aggiunte anche due traverse, colpite dai padroni di casa entrambe le volte su calcio piazzato; ciononostante l’Atromitos resiste, strappando un buon pareggio.

 

RITORNO, ATROMITOS – LEGIA VARSAVIA 0-2

La prima vera occasione della partita è targata Atromitos, quando al 16′ un calcio di punizione da posizione defilata finisce dritto sulla traversa. Dodici minuti dopo arriva il vantaggio degli ospiti con Stolarski che, su asist di Gvilia, calcia rasoterra dal limite dell’area e spedisce il pallone dritto all’angolino. Al 51′ arriva il secondo goal del Legia che chiude il match. Contropiede di Vesovic che avanza palla al piede sulla fascia destra, crossa sul secondo palo e Gvilia con una zampata al volo riesce ad insaccare in rete.

 

AEK

Dopo aver rescisso il contratto con Manolo Jiménez, i Kitrinomavri hanno ingaggiato Miguel Cardoso come nuovo allenatore, al termine di una stagione – la scorsa – non troppo entusiasmante. Per rafforzare la squadra ci sono stati pochi acquisti ma mirati per puntellare principalmente centrocampo e attacco: dal Norwich City arriva un rinforzo di spessore, Nelson Oliveira, 28enne portoghese di ruolo centravanti; dalla Roma viene prelevato Daniele Verde, giocatore offensivo polivalente; raggiungono la corte di Cardoso anche David Simão, ex Royal Antwerp, Vranješ, che ritorna in prestito per un solo anno dall’Anderlecht e Francisco Geraldes, anche lui in prestito per un anno dallo Sporting Lisbona. I tifosi non vedono l’ora di vedere l’impostazione offensiva che darà Cardoso alla squadra (che conta ben 6 calciatori portoghesi) e sognano di poter tornare a competere per il primo posto, anche se quest’anno sarà probabilmente uno dei più combattuti degli ultimi anni per il titolo.

 

ANDATA, UNIVERSITATEA CRAIOVA – AEK 0-2

La partita rimane bloccata fino sullo 0-0 fino al 61′, quando Francisco Geraldes da oltre 25 metri crossa in mezzo per Mantalos che tutto solo colpisce di testa, con il pallone che scavalca il portiere fuori posizione.

Il raddoppio arriva all’84’ con la rete di Marko Livaja che, sempre su assist di Geraldes, incrocia benissimo con il destro e gonfia la rete.

 

RITORNO, AEK – UNIVERSITATEA CRAIOVA 1-1

Il match di ritorno sembra essere in discesa per l’AEK, che però non va oltre il pareggio.

Al 26′ Mantalos apre le marcature: salta un difensore, entra in area, sterza e di sinistro la piazza angolata.

Il superfluo goal del pareggio da parte dei romeni arriva al minuto: Bancu dalla fascia sinistra lascia partire un cross in mezzo sulla testa di Ivanov che non deve far altro che buttarla in rete, complice anche un’uscita sbagliata da parte di Barkas.

 

Aris

Dopo un mercato non troppo entusiasmante – da segnalare il ritorno in Grecia di Brown Ideye, questa volta con i gialloneri di Salonicco – l’Aris viene eliminato con molto rammarico dai preliminari di Europa League, dopo un doppio confronto “all’ultimo sangue” con il Molde. Dopo l’incredibile stagione dello scorso anno, la prima in Super League dopo ben 4 anni, i ragazzi allenati da Pantelidis hanno tutte le carte in regola per raggiungere di nuovo la zona alta della classifica.

 

ANDATA, MOLDE – ARIS 3-0

Saranno proprio i 3 goal dell’andata a condizionare il passaggio del turno dei Kitrinomavri, protagonisti di una pessima prestazione.

Al 27′ arriva il vantaggio degli svedesi, con Wolff Eikrem che di piatto la piazza all’angolino dopo una serie precisa di passaggi.

Il raddoppio arriva cinque minuti dopo, grazie ad un passaggio sbagliato da parte del portiere dell’Aris Cuesta che regala il pallone agli attaccanti avversari, tra cui è Hestad a segnare.

Al 64′ i gialloneri perdono completamente il controllo della partita, con Velez che si fa espellere per D.O.G.S.O (“fallo da ultimo uomo”).

Il terzo ed ultimo goal viene siglato da Ellingsen, che calcia forte da fuori area.

 

RITORNO, ARIS – MOLDE 3-1 d.t.s.

Nonostante la remuntada, i Kitrinomavri vengono eliminati per un goal del Molde maturato nel primo tempo supplementare. A segno Matilla, Delizisis e Diguiny.

 

 

 

Preliminari Champions League: l’Olympiakos avanza, il PAOK si fa male da solo ad Amsterdam

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L’Olympiakos liquida l’Istanbul Başakşehir nel doppio confronto, con un risultato totale di 3-0. Avversario tutt’altro che semplice, considerato il secondo posto in campionato dello scorso anno e diversi giocatori di qualità, come Robinho, Arda Turan, Višća e Inler. Per quanto riguarda la rosa dei Kokkini, invece, il calciomercato estivo è stato caratterizzato dall’arrivo di Mathieu Valbuena (anche se ormai prossimo ai 35 anni), di Ruben Semedo dal Villareal, di Durmishaj dal Panionios e del portiere Jose Sa dal Porto. Proprio quest’ultimo si è dimostrato molto affidabile tra i pali, sfoggiando diversi salvataggi e parando un rigore al 92′ nella partita di andata. Il lavoro del coach Pedro Martins, in carica ormai da più di un anno, sembra dare i suoi frutti: una squadra solida che quest’anno potrà dare filo da torcere per il campionato, con giocatori come Fortounis e Valbuena che offrono qualità in mezzo al campo.

ANDATA, ISTANBUL BAŞAKŞEHIR OLYMPIAKOS 0-1

Una partita maschia, che ha visto le due squadre studiarsi attentamente per la prima mezz’ora di gioco e che non è stata caraterizzata da particolari emozioni, eccezion fatta per il finale.

L’Olympiakos passa in vantaggio al 53′: cross al bacio di Valbuena sul secondo palo dove Masouras colpisce di testa angolando sul palo più lontano.

Al 91′ Clichy dal limite dell’area crossa in mezzo, ma il traversone viene bloccato da un tocco di mano di Bruno: penalty per i turchi. Višća calcia dal dischetto alla sinistra di Jose Sa, che si tuffa intercettando il pallone, allontanandolo verso la zona laterale, garantendo la vittoria ai suoi compagni di squadra.

 

RITORNO, OLYMPIAKOSISTANBUL BAŞAKŞEHIR 2-0

Dopo la vittoria sofferta della settimana prima, ai Thrilos basta anche un 0-0 al Karaiskakis per passare il turno. Tuttavia la strada si dimostra in discesa, grazie anche al fattore stadio, mai banale.

La prima frazione non esalta particolarmente, ma ecco che al 54′ l’Olympiakos passa in vantaggio: calcio di punizione battuto da Valbuena, Guerrero colpisce di testa ma il portiere Günok riesce a parare, ma sulla respinta si avventa Semedo che appoggia il pallone in rete.

Al 78′ Valbuena chiude definitivamente i conti, concretizzando un calcio di rigore con una precisione da cecchino, spiazzando il portiere.

 

 

 

PAOK

Dopo una buona partita di andata disputata in un Toumba sold out, i bianconeri sciupano malamente la possibilità di passare il turno disputando indubbiamente una delle peggiori prestazioni difensive degli ultimi anni. Tre rigori (tutti e tre evitabili) che hanno pregiudicato due prestazioni comunque degne di nota, considerato il livello tecnico degli avversari. Nonostante la partenza del coach Lucescu, i campioni in carica di Grecia sembrano continuare a mostrare buone trame di gioco con il CT portoghese Abel Ferreira, ed adesso dovranno vedersela con lo Slovan Bratislava in Europa League. Dopo la disastrosa campagna in Europa League dello scorso anno c’è voglia di riscatto, nonostante il rammarico per il doppio confronto con l’Ajax. Una piccola curiosità: dal 2010 ad oggi, il PAOK ha incontrato per ben 3 volte l’Ajax nei preliminari di Champions, uscendo sfortunatamente tutte e tre le volte.

ANDATA, PAOK-AJAX 2-2

L’Ajax passa in vantaggio all’ottavo minuto con una punizione calciata da Ziyech da destra: il pallone arriva in mezzo all’area e con una spizzata involontaria di Giannoulis finisce in porta.

I padroni di casa, al 30′ minuto, pareggiano i conti con Chuba Akpom: Biseswar allarga il pallone sulla fascia sinistra per Giannoulis che crossa rasoterra verso Akpom che, da fermo, la piazza angolata con il piattone.

Otto minuti più tardi il PAOK si porta in vantaggio: Biseswar batte un calcio di punizione da sinistra, crossa in mezzo e trova Léo Matos che di testa spizza il pallone, imprendibile per Onana.

Al 56′ gli olandesi segnano il goal del pareggio con l’aiuto della dea bendata: Varela spazza il pallone in area piccola che finisce su Huntelaar e carambola in porta.

 

RITORNO, AJAX-PAOK 3-2

Nonostante il fattore stadio a loro sfavore, i Dikefalos passano in vantaggio al 23′ quando Leo Jabà crossa in mezzo, il difensore ospite Veltman allontana di testa ma il pallone arriva tra i piedi di Biseswar, che si coordina e lascia andare un tiro preciso che finisce nell’angolino.

L’entusiasmo viene smorzato sette minuti più tardi quando il direttore di gara inglese Pawson accorda la massima punizione per i Lancieri, a causa di un’entrata negligente da dietro di El Kaddouri su Neres; dal dischetto si presenta Tadić il cui tiro viene neutralizzato da Paschalakis, che intuisce l’angolo e si butta alla propria destra.

Ai padroni di casa viene fischiato un altro calcio di rigore pochi minuti prima dell’intervallo, questa volta per fallo di mano di Biseswar. E’ sempre lo stesso Tadić che va dal dischetto e questa volta non sbaglia, tirando centrale.

La ripresa è ricca di azioni sia da una parte che dall’altra, ma al 79′ arriva la doccia fredda per il PAOK: su calcio d’angolo Matos si perde Tagliafico in marcatura che stacca di testa e gonfia la rete.

All’85’ l’ennesima disattenzione difensiva dei bianconeri provoca il terzo calcio di rigore della serata: corner battuto corto, Ziyech crossa in mezzo dove Crespo strattona Huntelaar e nello stesso momento Matos frana su Tagliafico. Un pastrocchio che mette fine alle speranze per il PAOK; Tadić calcia alto e forte spiazzando Paschalakis.

Superfluo il goal del 3-2 firmato da Biseswar, che colleziona una doppietta.

 

 

PHOTO CREDITS: Greek Reporter – GreekReporter.com

En plein europeo

 

I preliminari delle coppe, pur con qualche rischio, sorridono alla Grecia.

Le tre squadre greche hanno fatto il loro dovere e con altrettante vittorie sono riuscite ad andare avanti nelle competizioni europee. L’Olympiakos ha battuto per 4-0 il Viktoria Plzeň nel preliminare di Champions League, mentre Atromitos (3-2 al Dunajská Streda) e Aris (vittoria di misura a Cipro contro l’AEL Limassol) sono avanzati in Europa League. Ma andiamo con ordine e vediamo come hanno ottenuto queste qualificazioni.

Si parte dalla serata di martedì, col Viktoria Plzeň che al Karaiskakis ha visto un Olympiakos spettacolare. Basti pensare che alla fine della partita i biancorossi di Pedro Martins hanno totalizzato ben 16 conclusioni in porta, con una prestazione che raramente si vede in questo periodo della stagione. Nella prima frazione, Guilherme centra subito un palo e il pressing asfissiante dei greci alla ricerca del gol dura per tutti i 45′, ma all’intervallo si va a reti bianche. Il gol è maturo per l’Olympiakos ed è solo una questione di sbloccarsi per giocare con le gambe più sciolte, specialmente dopo lo 0-0 a Plzeň. E questo arriva al 51′: corner di Valbuena, incornata di Guilherme e 1-0 Olympiakos. La partita si mette in discesa, perché i cechi si buttano avanti, concedono spazi e la vittoria della squadra del Pireo prende le dimensioni di una goleada. Infatti, dal 70′ all’ 82′, Guerrero, ancora Guilherme e Semedo mettono il lucchetto alla partita e alla qualificazione.

Giovedì sera, invece, l’Atromitos ha avuto una <<buona lezione per quanto riguarda la concentrazione>> dal Dunajská Streda, come ha dichiarato il tecnico Giannis Anastasiou. Forte della vittoria in Slovacchia per 2-1, la squadra di Peristeri è entrata in campo sulle ali dell’entusiasmo e al 28′ era già avanti sul 2-0. Al 22′ Katranis segna con un ottimo mancino da centravanti, nonostante sia un terzino sinistro, mentre al 28′ Manousos su rigore segna per la quarta partita consecutiva in Europa: raggiunge in questa particolare classifica grandi attaccanti come Saravakos, Fratzeskose e Salpiggidis. A questa mezz’ora perfetta è seguito un inizio di ripresa da mani nei capelli: un errore che era stato già commesso all’andata. Infatti, gli slovacchi hanno trovato due reti con Ramirez al 53′ e con Kalmar (su rigore) al 72′. Il 2-2 era un risultato troppo rischioso per l‘Atromitos, ma per fortuna il centrale difensivo Risvanis di testa al 76′ ha calmato gli animi, consegnando ad Anastasiou una qualificazione meritata.

La partita più incerta si è giocata a Larnaca, con l’Aris che doveva segnare per forza contro il Limassol (o Lemessos, alla greca) dopo la sfortunata partita di Salonicco, terminata 0-0. In quella partita, disputata al Vikelidis, l’esperto centravanti Brown Ideye si era attirato tutte le critiche dei tifosi, dopo una prestazione negativa a causa di due ghiotte occasioni gettate alle ortiche. Il nigeriano si è riscattato nel migliore dei modi nella partita di ritorno, più precisamente al 14′, conquistando intelligentemente un rigore, trasformato da Diguiny. I ciprioti hanno giocato in maniera molto dura, con le ammonizioni che sono fioccate sia per la squadra di casa (che ha finito la partita in 10 a causa dell’espulsione di Godal all’ 83′) sia per i ragazzi del tecnico Pantelidis, che a fine gara ha dichiarato:

Siamo stati sempre concentrati e, nel computo delle due partite, meritavamo la qualificazione. Complimenti ai ragazzi che sono stati sotto pressione dal caldo e ringrazio i tifosi che sono stati con noi anche qui.

Per i prossimi appuntamenti delle squadre greche in Europa, ecco uno schema riepilogativo, con PAOK e AEK che entrano in gioco rispettivamente in Champions e in Europa League.

Champions League, 3° turno di qualificazione

 

PAOKAjax (andata 06/08 ore 18.00 a Salonicco; ritorno 13/08 ore 19.30 ad Amsterdam)

Istanbul BaşakşehirOlympiakos (andata 07/08, ore 19.45 a Istanbul; ritorno 13/08, ore 20.30 al Pireo)

 

Europa League, 3° turno di qualificazione

 

Universitatea CraiovaAEK Atene (andata 08/08, ore 18.15 in Romania; ritorno 15/08, ore 20.00 ad Atene)

Legia VarsaviaAtromitos Athinon (andata 08/08, ore 21.00 in Polonia; ritorno 15/08, ore 18.00 a Peristeri)

MoldeAris (andata 08/08, ore 19.00 in Norvegia; ritorno 15/08, ore 20.30 a Salonicco)

 

 

La battaglia di Gravia Inn

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Oggi, per la ricorrenza del 198° anniversario della guerra di indipendenza greca, vi proponiamo qualcosa di diverso dalle vicende calcistiche greche: Il racconto di una delle più celebri battaglie per l’indipendenza greca, quella di Χάνι της Γραβιάς (Gravia Inn).

Questa battaglia è passata alla storia grazie all’audacia e al coraggio dei 100 e poco più rivoluzionari greci che resistettero all’attacco di oltre 8.000 giannizzeri, appartenenti all’Impero Ottomano.

PROLOGO

Nel 1821, anno d’inizio della guerra, si erano verificate le prime ribellioni nella città di Livadeia e, per arginare il focolaio, il Gran Visir Hursid Pasha inviò due dei suoi più abili comandanti, Omer Vrioni e Köse Mehmed. Alla guida di circa 8.000 soldati, repressero prima le ribellioni nell’area di Roumeli (Grecia centrale) e successivamente si diressero in Peloponneso.

Athanasios Diakos, capo della resistenza greca locale, decise di affrontare le milizie del Sultano nelle vicinanze delle Termopili, dove l’esercito ribelle (formato da circa 1.500 unità) si divise in tre sezioni: l’esperto armatolo Giannis Xykis (chiamato anche Dyovouniotis, ossia due montagne) doveva difendere il ponte a Gorgopotamos, Panourgia le altezze di Halkomata e Diakos il ponte ad Alamana.

Partendo dal loro accampamento a Lianokladi, vicino a Lamia, i turchi ottomani andarono all’attacco. Il contingente principale attaccò Diakos, il secondo attaccò Dyovouniotis, la cui armata fu rapidamente sconfitta, e il terzo Panourgias, i cui uomini si ritirarono quando venne ferito. La maggior parte dei ribelli greci disertò, e le forze Ottomane si concentrarono quindi sulla posizione di Diakos al ponte di Alamana. Vedendo che ormai si trattava soltanto di una questione di tempo prima che fossero invasi dal nemico, Bousgos, che aveva combattuto al fianco di Diakos, lo pregò di fuggire per mettersi in salvo. Tuttavia Diakos scelse di rimanere e combattere con 48 uomini; gli ultimi irriducibili affrontarono una disperata lotta corpo a corpo per un certo numero di ore prima di essere travolti. Diakos, ferito in battaglia, fu catturato dopo che la sua spada fu spezzata.

Athanasios Diakos fu portato prima da Omer Vrioni, che gli offrì l’incarico di ufficiale del suo esercito. Diakos rifiutò e rispose: “Sono nato greco e morirò da greco”.

Vrioni allora ordinò di far impalare Diakos e ordinò di far portare al generale il palo su cui sarebbe dovuto essere impalato, ma lo gettò a terra con disprezzo. Mentre stava per essere ucciso, si dice che abbia cantato: “Guarda quando Caronte ha scelto di prendermi, ora che i rami stanno fiorendo, ora che dalla terra nasce l’erba.” L’interpretazione più gettonata di questa frase, secondo alcuni storici, è quella secondo cui Diakos paragonava “i rami che stanno fiorendo e l’erba che nasce dalla terra” all’insorgere del popolo greco contro l’invasore.

GRAVIA INN

Dopo aver sbaragliato la resistenza greca, le truppe Ottomane si diressero in Peloponneso per ristabilire la supremazia territoriale, quando si imbatterono a Gravia, una piccola città nel nordest del Peloponneso, in un piccolo gruppo di 120 ribelli greci guidati da Odysseas Androutsos. Vista l’enorme differenza numerica, i greci si barricarono in una locanda, che fu circondata dai circa 9.000 Ottomani che furono respinti, subendo numerose e pesanti perdite. Alcuni superstiti della battaglia di Alamana, tra cui i due comandanti greci Dyovouniotis e Panourgia che fuggirono per evitare la morte, combatterono rispettivamente alla destra e alla sinistra della locanda con un esiguo manipolo di uomini.

Una volta aver circondato le colline adiacenti alla locanda, Vriari inviò un Dervish (un personaggio religioso, fedele all’Islam) per negoziare la resa, ma fu ucciso dai ribelli davanti la porta principale della locanda. La battaglia ebbe inizio, con gli Ottomani che sconfissero gli uomini di Dyovouniotis e Panourgia rapidamente, ma ricevettero prolungate raffiche di spari quando si avvicinarono alla locanda.

La battaglia e le perdite disastrose (1.000 tra morti e feriti) portarono Vriani a ritirarsi sull’isola di Eubea, al largo della costa dell’Attica, dove in seguito avrebbe unito le forze con Köse Mehmed. La battaglia di Gravia fu considerata un evento fondamentale nella guerra greca di Indipendenza. Costringendo Vrioni a ritirarsi, Androutsos permise ai greci del Peloponneso di avere più tempo per consolidare le loro roccaforti e per conquistare la capitale ottomana del Peloponneso, Tripoli.

Fu una delle più importanti battaglie di sempre, che diede coraggio alla popolazione greca e ai ribelli, facendo diventare Athanasios Diakos e Odysseas Androutsos degli eroi nazionali. L’indipendenza della Grecia dall’Impero Ottomano fu ufficialmente dichiarata nel 1830, mentre nel 1832 furono definiti i confini della nazione attraverso il trattato di Costantinopoli.

Panathinaikos-Olympiacos, un’altra tragedia greca

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In un campionato che sta per volgere a termine e che, salvo piccoli incidenti, non aveva registrato episodi di violenza, eccoci qui a parlare dell’invasione di campo di ieri, avvenuta durante il derby tra Panathinaikos e Olympiacos.

Ad assistere alla partita c’era anche Djibril Cissé, ospite d’eccezione, che è stato premiato nel pre-partita con una targhetta onoraria dorata dal football manager del Panathinaikos Dimitris Saravakos, che ha commentato così la premiazione davanti alle telecamere di ERT:

Cissè è un calciatore amato da tutto il mondo, e non è un caso. Ha dato molto alla squadra durante i suoi due anni di permanenza, e per questo lo ringraziamo. E’ un giocatore che rimarrà nella storia del Panathinaikos.

Pochi minuti dopo l’inizio della partita, fischiato dall’arbitro tedesco Marco Fritz, alcuni tifosi del Pana sono entrati sul terreno di gioco e si sono diretti verso la panchina dei rivali, con intenti minacciosi. Secondo gli addetti ai lavori dei Kokkini, almeno un tifoso incappucciato è stato visto con un coltello in mano, ed è questo uno dei motivi principali per cui la partita sarà in seguito definitivamente sospesa. A fare da scudo per bloccare i tifosi sono stati alcuni dirigenti dei Tryfilli e, poco dopo, la polizia. La partita è stata subito interrotta per poi riprendere 10 minuti dopo. A dimostranza dell’atmosfera già infuocata, il Gate 13 (Panathinaikos) per tutta la durata del primo tempo ha esposto e dato fuoco a numerosi striscioni rubati agli ultras dell’Olympiacos. Il match, comunque, ricomincia.

Nella ripresa, al 53′, l’Olympiacos trova il goal del vantaggio con Miguel Angel Guerrero, ma una ventina di minuti dopo gli hooligans biancoverdi danno inizio agli scontri con la polizia nelle vicinanze degli spalti; durante i tafferugli sono stati lanciati gas lacrimogeni il cui fumo è arrivato sia sugli spalti che in campo, ed ha provocato problemi respiratori per il pubblico e i calciatori. Le dirigenze e le squadre sono tornate negli spogliatoi e dopo tre quarti d’ora il direttore di gara ha sospeso ufficialmente la partita.

A fomentare una situazione già critica ci ha pensato Kostas Karapapas, direttore delle comunicazioni dell’Olympiacos che, dopo la decisione di sospendere il match, ha mandato baci provocatori alle tribune occupate dai tifosi biancoverdi, aizzando contro di sé insulti e minacce.

Anche fuori dallo stadio sono avvenuti scontri tra le forze dell’ordine e i supporters di “casa”, che hanno lanciato svariate molotov e fumogeni contro gli autoblindati della polizia.

Secondo il codice disciplinare dell’EPO, il Panathinaikos oltre alla sconfitta a tavolino, rischia di andare incontro ad una penalizzazione di 3 punti con la possibilità di altri punti per gli incidenti causati fuori dallo stadio. L’articolo 154b del codice afferma che una multa tra i €50.000 e i €250.000 viene concordata ai tifosi della squadra che invadono il campo e/o arrecano danni alla struttura sportiva; inoltre, verrà inflitta una penalizzazione di 3 punti.
Nella serata di domenica, la società del Panathinaikos ha prontamente pubblicato un comunicato ufficiale:
Il Panathinaikos FC condanna tutti gli atti di violenza che sono avvenuti questa sera all’interno e fuori dallo Stadio Olimpico, che hanno portato alla sospensione del derby. Sui 25.000 spettatori, una minoranza non ha rispettato i valori della squadra, del mister e del calcio. Dal punto di vista della nostra amministrazione, è fondamentale condannare tutte le forme di violenza. Tuttavia, lo Stato deve mettere in pratica le forze per arginare definitivamente la violenza negli stadi.
Nel frattempo, la polizia durante la serata ha proceduto all’arresto di otto individui, tutti appartenenti alla frangia ultrà del Gate 13, in attesa di analizzare i video di sicurezza. Altre 18 persone sono indagate.
Il ministro dello sport Giorgios Vasiliadis ha contattato i vertici della polizia ellenica per l’identificazione dei tifosi protagonisti degli incidenti di ieri che, con la legge attuale, saranno soggetti a misure restrittive con divieto di entrare negli stadi.

Super League, il punto della situazione

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PAOK

La cessione di Prijović preoccupava molti tifosi bianconeri, ma con una campagna acquisti degna di nota i Dikefalos sembrano aver ingranato la marcia verso lo scudetto, che manca ormai da 34 anni: per rimpiazzare il centravanti serbo è stato ingaggiato Karol Swiderski, acquistato per €2.000.000 dai polacchi del Jagiellonia; in difesa è arrivato Ingason, solido centrale islandese 25enne ex Rostov, con esperienza internazionale; per il centrocampo è stato preso in prestito fino a fine stagione il portoghese Sergio Oliveira. Rientrati dal prestito l’esterno d’attacco Pedro Henrique ed il terzino Dimitrios Giannoulis.

In campionato la squadra di Lucescu ha vinto ben 19 partite su 21 disputate, dimostrando una manifesta superiorità staccando di 9 punti l’Olympiacos, che occupa la seconda posizione in classifica. Il modulo di gioco (4231) calza benissimo alla rosa, che è la squadra con il miglior attacco della competizione e che può contare su molti giovani promettenti come Limnios, Akpom, Jaba e Swiderski, ma anche su calciatori più maturi come Pelkas, Ingason, Shakov, Biseswar e tutta la linea difensiva. L’ampiezza della rosa è uno dei punti di forza della squadra che in patria sta conducendo un campionato esemplare, ma in Europa si è dimostrata impreparata di fronte a squadre di medio livello come BATE Borisov e MOL Vidi. La scontro diretto con l’Olympiacos, vinto per 3-1 dal PAOK, è stata una grande prova dei tatticismi messi in pratica dalla squadra, che avrebbe potuto arrotondare il risultato con qualche goal in più. A nove giornate dal termine del campionato, la squadra del patron Savvidis dovrà affrontare partite ostiche, come quelle contro l’Aris, il Panathinaikos e l’Atromitos Athinon, ma se la concentrazione sarà la stessa con cui è stato affrontato il campionato fino ad ora, non dovrebbero esserci grandi problemi per trionfare. Per quanto riguarda la Kypello Elladas, i bianconeri dovranno vincere la partita di ritorno contro il Panionios nei quarti di finale per proseguire il cammino verso la finale, considerata la sconfitta rimediata a Nea Smyrne per 2-1.

 

Olympiacos

Situazione diversa in casa Kokkini, che come scritto sopra sono a nove lunghezze dagli acerrimi rivali di Salonicco in campionato, ma sono ancora in corsa in Europa League: nei sorteggi per i sedicesimi gli Erithrolefki hanno pescato gli ucraini della Dynamo Kyiv, pareggiando la partita di andata al Karaiskakis con un buon 2-2, che però avvantaggia gli ucraini che disputeranno il ritorno il 21 febbraio nella fredda Kiev. Durante il mercato invernale sono stati acquistati Giorgos Masouras (attaccante) dal Panionios, il difensore Ousseynou Ba dall’Ajaccio e l’attaccante argentino Soldano dall’Union Santa Fe. Arrivati in prestito, invece, Gil Dias dal Monaco e Lodygin dallo Zenit. Un grande lavoro sarà richiesto al coach Pedro Martins, che dovrà mescolare i nuovi acquisti con i calciatori già in rosa. Proprio a proposito del calciomercato, i tifosi biancorossi sono scontenti dell’acquisto di calciatori non affermati né conosciuti, accusando la società di non avere un vero piano per il futuro e di non puntare sui talenti greci provenienti dalla primavera. Tuttavia, l’ultima partita di campionato vinta per ben 4-1 contro l’AEK ha visto un Kostas Fortounis in forma smagliante e una buona prestazione da parte dei nuovi arrivati, anche se l’AEK sembrava non essere sceso in campo nella ripresa. Per quanto riguarda la Kypello Elladas, i kokkini dovranno giocare il ritorno contro il Lamia nei quarti di finale: l’importante sarà non sottovalutare l’avversaria, che all’andata ha disputato una signora partita, terminata con un pirotecnico 3-3.

 

AEK

I campioni in carica non navigano in acque serene, complici il terzo posto in campionato e l’umiliante eliminazione dalla Champions League, dopo aver terminato il girone in ultima posizione a 0 punti. Dopo il pareggio per 1-1 con il PAOK il 3 febbraio (due settimane fa), Marinos Ouzounidis si è dimesso dalla panchina giallonera, per “non aver portato a compimento gli obiettivi prefissati”.

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Questi versi della canzone Amici mai di Antonello Venditti sembrano calzare a pennello per descrivere il rapporto tra l’AEK e Manolo Jimenez perché sì, il tecnico argentino è tornato ad Amarousio per la terza volta. Dopo le dimissioni di Ouzounidis, la notizia a sorpresa: Manolo torna ad Atene. Lo spagnolo aveva rescisso il contratto con l’AEK lo scorso anno dopo la vittoria del campionato, tornando in Spagna per affrontare la nuova avventura con il Las Palmas. A novembre 2018 la squadra isolana si trovava a metà classifica nella Liga 2, nonostante l’obiettivo di inizio stagione fosse quello della promozione. Ed è così che Jimenez è stato esonerato. Passano pochi mesi e torna a casa, firmando un contratto dalla durata di 18 mesi.

Per quanto riguarda invece la situazione in classifica, l‘AEK dista 17 punti dal PAOK e 8 dall’Olympiacos: ripetere la stessa stagione dello scorso anno sarebbe stata impossibile, anche perché Ouzounidis si ritrovava per la prima volta a gestire le redini di una squadra in Champions League e campione di Grecia in carica. L’inesperienza e l’inferiorità abissale rispetto alle avversarie europee sono stati i due fattori principali della disfatta europea. In campionato, invece, la squadra non ha sfigurato fino ad ora, difende un buon terzo posto e prova ad accorciare la distanza dall’Olympiacos, anche se sarà un’impresa molto ardua.

Durante la scorsa estate, la cessione di Vranjes, Christodoulopoulos, Johansson e la fine del prestito di Araujo ha sicuramente influito sul tasso tecnico della rosa, che adesso può contare però sui goal di Ezequiel Ponce (in prestito dalla Roma) e di Marko Livaja. Sottotono e costantemente criticato dai tifosi invece è il capitano Petros Mantalos, accusato di prestazioni mediocri e di un atteggiamento non degno del ruolo rivestito.

 

Atromitos Athinon

La squadra allenata da Canadi è la vera sorpresa della stagione, con una salvezza conquistata prima delle aspettative e che ora si ritrova al quarto posto, in piena zona Europa League, a solo un punto di distanza dall’AEK terzo. Della squadra biancoblu ne abbiamo già parlato in questo articolo (clicca QUI), ma è fondamentale ribadire l’importanza di Efthymios Koulouris, 22enne in prestito dal PAOK, che è il capocannoniere della competizione con 15 goal segnati su 19 partite disputate, con una media di 0.7 goal a partita (un goal ogni 121 minuti).

Durante la sessione di calciomercato invernale, il PAOK ha richiamato dal prestito Dimitrios Giannoulis, promettente 22enne terzino sinistro, ed in cambio ha mandato in prestito il trequartista egiziano Amr Warda per la seconda volta.

 

ARIS

Il ritorno in Super League dopo 4 anni di calvario non sarebbe potuto essere dei migliori per l’Aris, che sta facendo un degno campionato condito da 33 punti, non troppo distante (6 punti) dal quarto posto. L’organico ha calciatori già conosciuti in Grecia, come per esempio Hamza Younés, 32enne tunisino, attaccante ex Xanthi, di cui fu il capocannoniere durante la stagione 2016/2017 con 19 goal; Nicolas Diguiny, arrivato la scorsa estate a parametro zero dall’Atromitos Athinon; Giannis Fetfatzidis, arrivato anche lui a zero qualche settimana fa dall’Olympiacos. La punta di diamante della squadra è l’argentino Mateo Garcìa, etserno d’attacco che ha messo a segno 8 reti, in prestito dal Las Palmas. Da ora fino alla fine della stagione ci sono partite difficilissime da affrontare (PAOK, AEK, Olympiacos, Panathinaikos, Atromitos Athinon) e quindi un quarto posto sembra utopico.

 

Panathinaikos

Una situazione simile a quella dell’Aris la sta vivendo il Panathinaikos, che si trova in una terra di mezzo e che però si ritrova con 6 punti di penalizzazione inflitti a inizio stagione, per i vari debiti accumulati. Oltre alla penalizzazione, ai Tryfilli è stata imposta una limitazione sui trasferimenti, che ha obbligato la società ad acquistare soltanto giovani della primavera, dando così inizio ad un progetto a lungo termine, caratterizzato dalla presenza di moltissimi giovani promettenti. Un’ultima ma non meno importante sanzione, è quella dell’interdizione da qualsiasi competizione europea per i prossimi 3 anni. Essendo al sesto posto e a -7 dall’Atromitos quarto, e sena la possibilità di approdare in Europa, al Pana non rimane altro che raffinare la tanta materia prima in squadra, che vanta la media più alta di calciatori greci schierati in campo, e di lanciare i propri pupilli verso palcoscenici europei.

 

Il resto della classifica

Dal settimo posto in giù sono raggruppate 10 squadre in 11 punti, con 9 partite rimanenti: tranne per l’Apollon Smyrnis, che con 9 punti è quasi aritmeticamente condannato alla retrocessione, nessuna squadra può permettersi di compiere passi falsi, perché basta qualche punto e ci si può ritrovare nei bassifondi. E’ importante ricordare che da quest’anno la squadra che finirà al tredicesimo posto dovrà affrontare la seconda classificata in Football League in uno scontro di andata e ritorno.

Photo by: PAOKFC.GR