Il pagellone del calciomercato invernale greco 2020-2021

Ci aspettavamo una sessione senza grandi spunti in questo periodo difficile sia dal punto di vista psicologico che economico. Questi presupposti sono stati smentiti categoricamente perché in un mese abbiamo visto squadre che si sono rigenerate totalmente e nomi da stropicciarsi gli occhi.
In questo articolo passeremo in rassegna tutte le 14 squadre di Super League 1 con i movimenti in entrata e in uscita, il nostro giudizio e un voto.

OLYMPIAKOS
Acquisti: Sokratis Papastathopoulos (centrale difensivo, 1988, Arsenal), Oleg Reabciuk (terzino sinistro, 1998, Paços de Ferreira), Kenny Lala (difensore, 1991, Strasburgo).
Cessioni: Rúben Vinagre (terzino sinistro, 1999, fine prestito, Famalicão), Pape Abou Cissé (centrale difensivo, 1995, prestito, Saint-Étienne), El Arbi Hillel Soudani (attaccante, 1987, Al-Fateh), Bruno (ala, 1994, Aris), Pêpê (centrocampista, 1997, prestito, Famalicão), Rafinha (terzino sinistro, 1985, rescissione), Maximiliano Lovera (trequartista, 1999, prestito, Racing Club), Ioannis Kosti (centrocampista, 2000, prestito, Levadiakos).

La squadra del Pireo, attualmente prima in classifica in campionato a +14 dall’Aris secondo, rinforza ulteriormente la rosa anche in vista dei sedicesimi di Europa League. La società ha esclusivamente investito sul reparto difensivo, corroborandolo con l’arrivo di tre giocatori: l’acquisto di punta è senz’altro quello di Sokratis Papastathopoulos, che torna in Grecia dopo l’esperienza di due anni e mezzo passata all’Arsenal; con una carriera internazionale alle spalle, a 32 anni ha ancora diverse stagioni di fronte a sé, e sarà il perno della difesa degli erithrolefki. A disposizione di Pedro Martins è arrivato anche Oleg Reabciuk, terzino sinistro moldavo prelevato per 3.5 milioni di euro dal Paços de Ferreira, che è stato subito lanciato titolare al posto di José Holebas, troppo avanti con l’età (36) per correre sulla fascia con ritmi regolari. In ordine cronologico, l’ultimo innesto è Kenny Lala, difensore francese 29enne poliedrico che può ricoprire tutti i ruoli difensivi, con una discreta esperienza in Ligue 1. Capitolo cessioni: lascia la squadra Rúben Vinagre, calciatore il cui cartellino è detenuto dal Wolverhampton e che termina il prestito al Pireo per trasferirsi, sempre in prestito, al Famalicão; il centrale di difesa senegalese Cissé va in prestito fino a fine stagione al Saint-Étienne, che paga 600.000€ per il prestito semestrale; l’attaccante 33enne algerino Soudani, dopo un anno e mezzo con i biancorossi, si trasferisce definitivamente in Arabia Saudita, firmando per l’Al-Fateh. L’ala d’attacco brasiliana Bruno, non trovando spazio, firma per l’Aris a titolo gratuito. Maximiliano Lovera, trequartista argentino classe ’99, torna in prestito in patria al Racing Club fino a dicembre. Anche Ioannis Kosti e Pêpê vengono mandati in prestito, rispettivamente al Levadiakos e al Famalicão. Il terzino Rafinha, invece, rescinde il contratto con il Thrilos. Tra l’11 e il 13 febbraio l’Olympiakos ha rinnovato con: El Arabi (2022), Masouras (2024), Semedo (2023), Camara (2024), Ba (2024), Ranđelović (2024), Vrousai (2024), Androutsos (2023), Cissé (2024) e Tzolakis (2024).

Voto: 7
Pochi acquisti ma di qualità e funzionali per allungare la rosa, impegnata in tre competizioni.

PAOK
Acquisti: Vladimir Bradonjić (ala sinistra, 1999, Radnik), Amr Warda (trequartista, 1993, fine prestito, Volos), Abdul Rahman Baba (terzino sinistro, 1994, prestito, Chelsea), Michal Krmenčík (centravanti, 1993, prestito, Club Bruges), Lazaros Lamprou (ala, 1997, fine prestito, Twente), Shinji Kagawa (trequartista, 1989, svincolato), Giannis Konstantelias (trequartista, 2003, PAOK U19)
Cessioni: Dimitris Giannoulis (terzino sinistro, 1995, prestito, Norwich), Anderson Esiti (mediano, 1994, prestito, Göztepe), Moussa Wagué (terzino destro, 1998, fine prestito, Barcellona), Diego Biseswar (ala, 1988, prestito, Apollon Limassol), Rodrigo Rey (portiere, 1991, Gimnasia La Plata)

Pablo García ha dovuto rimediare ai (tanti) errori di costruzione dell’organico fatti in estate. Čolak e Murg in attacco non stavano dando i risultati sperati, con il gigante ceco Krmenčík pronto a dare soluzioni in avanti. Il grande nome è Shinji Kagawa: il nipponico era stato svincolato dal Saragozza tre mesi fa, quindi occhio alla sua condizione fisica. Amr Warda torna a Salonicco dopo un ottimo inizio di stagione col Volos e andrà praticamente a ricoprire il vuoto lasciato da Pelkas. Il terzino Baba dal Chelsea potrebbe essere l’arma in più, così come anche le ali Bradonjić e Lamprou che, tuttavia, potrebbero formare un po’ di assembramento in attacco. In uscita ci sono Giannoulis in prestito al Norwich con obbligo di riscatto in caso di promozione in Premier della squadra inglese fissato a 8.5 mln con il PAOK che avrà il 20% nel caso di una futura rivendita. Esiti e Biseswar, col secondo in enorme calo di rendimento, hanno trovato pochissimo spazio e sono stati ceduti in prestito. Menzione speciale per lo sfortunato Wagué, tornato al Barcellona dopo il terribile infortunio al ginocchio rimediato nel derby contro l’Aris che gli farà saltare tutto il 2021. Infine, dopo tre stagioni e mezzo lascia la società bianconera il portiere Rodrigo Rey che ha giocato poco (21 partite), con la scorsa annata tra Pachuca e Godoy Cruz in prestito, ma nel suo palmarès ha due Coppe e soprattutto il campionato del 2019.

Voto: 5.5
Bene Warda, benino Krmenčík, Kagawa bel colpo ma è da valutare il suo stato di forma. L’assenza di Giannoulis, tuttavia, si farà sentire: perdere uno dei leader a metà stagione non è mai semplice.

ARIS
Acquisti: Nicholas Ioannou (terzino sinistro, 1995, Nottingham Forest, prestito), Konstantinos Mitroglou (centravanti, 1988, Oympique de Marseille), Bruno (ala, 1994, Olympiakos).
Cessioni: Toni Datković (difensore, 1993, Cartagena, prestito), Fabian Ehmann (portiere, 1998, Vendsyssel FF), Cristian Lopez (centravanti, 1989, FC Cartagena, prestito), Ali Adem (centrocampista, 2000, KF Shkupi, prestito).

I gialloneri, con una partenza di campionato incredibile, si erano assestati stabilmente al primo posto per il primo mese e mezzo, salvo poi cedere il passo all’Olympiakos. Ciononostante, sono in piena corsa per poter terminare la regular season nella zona alta della classifica. Mercato in entrata non troppo movimentato ma mirato a puntellare tutti i reparti della squadra. Il ritorno in Grecia di Mitroglou, preso a parametro zero, ha portato qualità ed esperienza in un attacco che è privo di un vero centravanti, e che ha adattato molte volte Mancini come punta per far rifiatare Manos. Il secondo acquisto è quello di Bruno, esterno d’attacco brasiliano arrivato dall’Olympiakos anche lui a zero, che era stato cercato dalla società di Salonicco anche la scorsa estate e che solo ora, dopo essere stato rilasciato dai kokkini, ha firmato un contratto di due anni e mezzo con i kitrinomavroi, che aggiungono una pedina fondamentale per il centrocampo. Come terzo acquisto, che in realtà è stato il primo ad essere ufficializzato in ordine temporale, abbiamo il prestito semestrale di Nicholas Ioannou, terzino sinistro cipriota del Nottingham Forest che arriva a Salonicco per mettere minuti nelle gambe. Lasciano la squadra, entrambi in prestito fino a fine stagione al FC Cartagena, Toni Datković e Cristian Lopez, di ruolo rispettivamente mediano e centravanti; finisce in prestito semestrale anche il centrocampista classe 2000 Ali Adem, che torna in patria al KF Shkupi per guadagnare esperienza e minuti giocati. Saluta definitivamente i gialloneri il portiere austriaco Fabian Ehmann, che in questa stagione non aveva trovato spazio nemmeno per una presenza e che si trasferisce a parametro zero in Danimarca, al Vendsyssel FF.

Voto: 6.5
Un buon mercato in ottica Europa, dopo anni dall’ultimo campionato così competitivo per i kitrinomavroi.

AEK
Acquisti: Oleh Dančenko (terzino destro, 1994, Rubin Kazan)
Cessioni: Petar Karaklajić (ala sinistra, 2000, prestito, Rad Belgrado), Paulinho (terzino destro, 1991, rescissione, Gil Vicente), David Simão (centrocampista centrale, 1990, prestito, Moreirense), Giannis-Foivos Botos (trequartista, 2000, prestito, Go Ahead Eagles), Marco Livaja (attaccante, 1993, rescissione, Hajduk Spalato).

Una sola entrata, ma mirata. L’ucraino Dančenko è il profilo trovato dai gialloneri per una maggiore spinta sull’out destro di difesa, reduce da un buon semestre all’Ufa con 15 presenze condite da 6 assist. I due principali obiettivi erano un portiere (viste le non esaltanti prestazioni di Tsintotas e Athanasiadis) e un difensore centrale affidabile. Arriverà lo stopper Goutas dall’Atromitos, ma sarà a disposizione solamente a partire dalla prossima stagione. In uscita ceduti in prestito le giovani ali Karaklajić e Botos, come anche il 30enne Simão, il cui contratto scade nel 2022. In uscita, oltre a Paulinho che ha rescisso, potrebbe esserci anche il terzino sinistro Emanuel Insúa, visto che il patron Dimitris Melissanidis ha espresso la propria insoddisfazione dopo una prima parte di stagione alquanto negativa. Nélson Oliveira ha il contratto in scadenza a giugno: è stato ad un passo dal Nantes ma per ora rimane all’AEK. Infine, dopo un tira e molla con la società giallonera per il rinnovo, Marco Livaja ha rescisso per tornare a giocare a casa sua, all’Hajduk Spalato, dopo ben undici anni di assenza.

Voto: 5.5
A inizio mercato servivano un centrale difensivo e, possibilmente, un portiere. Obiettivi sfumati e rosa non sufficientemente rinforzata.

PANATHINAIKOS
Acquisti: Younousse Sankharé (centrocampista, 1989, CSKA Sofia), Cheikh Niasse (difensore, 2000, prestito, Lilla), Yeni N’Gbakoto (esterno, 1992, Guingamp).
Cessioni: Antoñito Perez (terzino, 1987, Cartagena), Vassilis Zagaritis (terzino, 2001, Parma), Theofanis Mavromatis (difensore, 1997, Atromitos), Dimitrios Emmanouilidis (ala, 2000, prestito, Fortuna Sittard).

Con l’esonero dell’allenatore spagnolo Dani Poyatos a novembre, a causa di un inizio stagione al di sotto delle aspettative – sia sotto il punto di vista del gioco che dei risultati – le redini della panchina sono state affidate al tecnico romeno László Bölöni, con cui i tryfilli hanno ottenuto 11 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte in 16 partite. Sono arrivate vittorie importantissime contro l’AEK, il PAOK, l’Aris e l’Olympiakos, permettendo ai biancoverdi di agguantare il 5° posto in classifica, a soli due punti dall’Aris secondo. Per quanto riguarda il mercato, il nuovo allenatore aveva chiesto di rafforzare soprattutto il reparto mediano con innesti che potessero permettere maggiore fisicità e pressing; per la prima volta nella storia del club, il calciomercato di gennaio è composto da tre acquisti, tutti e tre di origine africana. Il primo acquisto è stato Younousse Sankharé, centrocampista senegalese 31enne ingaggiato a parametro zero dal CSKA Sofia, con un’esperienza decennale in Francia tra PSG, Lione e Dijon; si è subito rivelato fondamentale, andando a segno nella vittoria esterna per 3-2 contro l’Atromitos e nel derby contro l’Olympiakos, sfornando anche un assist. A titolo definitivo arriva anche Yeni N’Gbakoto, esterno di centrocampo 29enne nazionale congolese, ex Metz e QPR. L’ultimo nuovo innesto è Cheikh Niasse, mediano classe 2000 in prestito fino a fine stagione, di proprietà del Lilla, in cui ha giocato sin dalle giovanili. Sul fronte delle uscite, il terzino sinistro 19enne Vassilis Zagaritis ha lasciato il Pana per firmare per il Parma; la società ducale ha acquistato il cartellino per una cifra intorno ai 300.000€, nonostante Bölöni avesse espresso il suo malcontento riguardo la cessione, tentando anche di promuoverlo in campo. Se ne va anche Theofanis Mavromatis, centrale di difesa che nelle ultime due stagioni non ha mai trovato spazio, firmando per l’Atromitos. L’esterno destro Antoñito Perez, classe 1987, torna in patria firmando per il Cartagena. Saluta momentaneamente il Panathinaikos Dimitrios Emmanouilidis, che raggiunge il Fortuna Sittard in prestito fino a fine stagione, per trovare più spazio.

Voto: 6+
Con una rosa già lunga, viene migliorato il centrocampo con esperienza e forza fisica, per poter puntare di nuovo alle qualificazione delle competizioni europee dopo tre anni di digiuno legato al ban della UEFA.

ASTERAS TRIPOLIS
Acquisti: nessuno
Cessioni: Giorgos Antzoulas (centrale difensivo, 2000, prestito, Cosenza)

Calma piatta in Arcadia, con Milan Rastavac che non avrà alcun nuovo nome nella propria rosa. L’unico giocatore che ha lasciato l’Asteras è stato Giorgos Antzoulas che è andato in prestito al Cosenza in Serie B per mettere minuti nelle gambe, visto che in questo campionato è sceso in campo solamente una volta. Per il centrale 20enne non sarà la prima esperienza italiana, dato che ha giocato nella stagione 2018-2019 nella Primavera della Fiorentina di Emiliano Bigica.

Voto: 6.5
La stagione sta andando davvero bene, quindi perché cambiare? Mezzo voto in più per aver tenuto l’ariete Jerónimo Barrales, dopo essere stato a un passo dall’Aris.

VOLOS
Acquisti: Alberto Bueno (attaccante, 1988, svincolato), Renato Santos (ala, 1991, svincolato), Fausto Grillo (terzino sinistro-centrale difensivo, 1993, svincolato), José Rivas Gamboa (attaccante, 1998, Estudiantes), Dardo Miloc (centrocampista, 1990, Patronato).
Cessioni: Erik Jendrišek (attaccante, 1986, Nitra), Amr Warda (trequartista, 1993, fine prestito, PAOK), Iker Guarrotxena (attaccante, 1992, Western United), Anastasios Karagkiozis (portiere, 1997, svincolato), Stergios Dimopoulos (centrale difensivo, 1990, Levadiakos).

La squadra della Tessaglia sembra destinata ad una salvezza tranquilla anche in questa stagione, avendo accarezzato anche la possibilità di raggiungere i playoff. Gli sviluppi sulla cessione della società da parte di Achilleas Beos ad un fondo argentino ha portato novità anche sul fronte mercato. Infatti, gli acquisti di Rivas Gamboa e Miloc nell’ultimo giorno di mercato sono, proprio come annunciato dai rossoblù, «scelte dei candidati investitori del Volos FC». Nella scorsa stagione al Trapani in Serie B, il difensore argentino Fausto Grillo è approdato al Volos dopo una prima parte di stagione senza squadra: gioca prevalentemente da terzino sinistro (o da esterno in un centrocampo a 5) ma in Grecia viene schierato da centrale di sinistra in una difesa a 4. Questo perché sull’out mancino il titolare è Franco Ferrari, che ha appena rinnovato fino al 2023, come anche Gerasimos Mitoglou, vicino di posto di Grillo in difesa, fino al 2024. In attacco, per sostituire Jendrišek, Warda e Guarrotxena, sono arrivati Alberto Bueno e Renato Santos. Bueno è una punta scuola Real Madrid (con una manciata di presenze nella stagione 2008-2009) con annate di buon livello tra Valladolid e Rayo Vallecano. Dopo un passaggio al Porto, e un’esperienza al Boavista, era rimasto svincolato e il Volos ha approfittato dell’occasione. Anche l’ala portoghese Santos ha un buon curriculum alle spalle, con due stagioni da titolare nel Malaga nelle ultime due stagioni: unica pecca è la scarsa vena realizzativa in carriera. Tuttavia, questi due nomi non sono riusciti ancora a fare bene nelle prime settimane, ma la strada è ancora lunga.

Voto: 5.5
L’assenza di Warda si sta facendo sentire in avanti e i nuovi acquisti in attacco non si sono inseriti al meglio. In difesa, tuttavia, Grillo è subito entrato tra i titolari.

ATROMITOS
Acquisti: Emiliano Bullari (attaccante, 2001, Olympiakos), Theofanis Mavromatis (difensore, 1997, Panathinaikos), Bright Edomwonyi (centravanti, 1994, prestito, Austria Vienna).
Cessioni: Azer Bušuladžić (centrocampista, 1991, Anorthosis), Spyros Risvanis (difensore, 1994, Anorthosis).

Con il ritorno di Canadi sulla panchina l’estate dell’anno scorso, la società di Peristeri sperava di poter ripetere le due ottime stagioni con cui la squadra biancazzurra aveva centrato, tre anni fa e per due stagioni di fila, un piazzamento tra le prime quattro accedendo ai preliminari di Europa League. Tuttavia, due settimane fa il tecnico austriaco è stato esonerato, in seguito a una stagione non troppo brillante, seppur con un discreto vantaggio sugli ultimi posti. Nella sessione invernale arriva Mavromatis a parametro zero, rafforzando numericamente un reparto arretrato scarno; l’attacco viene completato con l’acquisto del promettente Emiliano Bullari, 19enne greco-albanese dalla primavera dell’Olympiakos e dal centravanti nigeriano Bright Edomwonyi, in prestito dall’Austria Vienna fino a giugno. Vengono ceduti Spyros Risvanis e Azer Bušuladžić, rispettivamente centrale di difesa e mediano, entrambi all’Anorthosis Famagosta.

Voto: 5.5
Con l’arrivo a parametro zero di Mavromatis, un giocatore dell’esperienza di Risvanis poteva essere tenuto, per dare maggiore solidità alla difesa. Mercato troppo inconsistente per poter ambire ai playoff, ormai irraggiungibili.

PAS GIANNINA
Acquisti: Jurij Lodygin (portiere, 1990, svincolato), Nicolae Milinceanu (centravanti, 1992, Vaduz), Alexis Triadis (centrocampista, 1997, svincolato)
Cessioni: Theodoris Venetikidis (portiere, 2001, svincolato)

Anche qui un mercato con pochi nomi ma buoni. A partire dal portiere che, per il campionato greco, ha un curriculum importante. Jurij Lodygin è metà greco e metà russo, che ha cominciato la carriera in Grecia e, grazie ad un’ottima stagione allo Xanthi, è stato acquistato dallo Zenit San Pietroburgo, con cui ha conquistato due campionati russi e ha giocato da titolare in tre Champions League, per poi fare brevi passaggi tra Olympiakos, Gaziantep FK (Turchia) e Arsenal Tula. A gennaio è stato ripescato dal PAS Giannina dopo sei mesi di inattività, prendendosi subito il posto da titolare. Ιn attacco arriva dal Vaduz il moldavo Nicolae Milinceanu, una punta che ha girato mezza Europa: partito dalle giovanili del Monaco ha giocato in Romania, Moldova, Bielorussia, Malta e Svizzera, per poi essere preso dal PAS: nei primi scampoli di partita ha segnato una rete contro l’Atromitos, ma la concorrenza è tanta: Pamlidis, Krizman, Léo e lo stesso Milinceanu per due maglie nel 4-4-2 di Giannikis. Un altro nome curioso è quello del centrocampista classe ’97 Alexis Triadis: nato a Herdecke (Germania), non aveva mai giocato in Grecia visto che ha militato nelle serie minori tedesche e nella squadra dell’UCLA negli Stati Uniti. Si tratta di una scelta dell’allenatore Argyris Giannikis, il quale conosce il giocatore e lo aiuterà ad ambientarsi, dato che è nato a Norimberga e ha allenato per anni nel Karlsruhe.

Voto: 6.5
Mercato contenitivo ma Lodygin è una garanzia ed è anche arrivato a soli 30 anni, che per un portiere non sono tanti. Ottimo colpo che vale mezzo punto in più.

APOLLON SMYRNIS
Acquisti: André Calisir (centrale difensivo, 1990, Göteborg)
Cessioni: nessuno

La squadra di Giannis Paraschos si è rinforzata in difesa con l’esperto Calisir, giocatore della Nazionale armena, e ha rinnovato con la punta Nikos Ioannidis. Abbiamo già finito il nostro resoconto per una società che, dopo il restyling operato per la promozione in Super League 1, non ha voluto stravolgere i piani.

Voto: 6
Per mettere la ceralacca sulla salvezza non serviva fare alcun colpo di scena.

OFI
Acquisti: Luc Castaignos (centravanti, 1992, Gyeongnam)
Cessioni: nessuno

La squadra isolana sta affrontando una stagione e, in particolare, un momento molto difficile: i bianconeri sono reduci da sei sconfitte di fila in campionato, occupano l’undicesimo posto in classifica e sono a solo 4 punti di distanza dal Lamia, terzultimo. La scommessa di affidarsi a Giorgos Simos, ex allenatore della primavera dell’AEK, non ha prodotto i risultati sperati, complice l’inesperienza del tecnico (che non ha allenato nessuna squadra al di fuori dell’OFI) e anche lo smantellamento della squadra, che la scorsa estate ha visto partire ben 15 giocatori, tra cui Semedo, Manos, Figueiredo e Koutroubis, acquistando principalmente calciatori giovani ma anch’essi senza esperienza. L’unico acquisto di questa sessione invernale è stato Luc Castaignos, punta centrale classe 1992, con un passato tra squadre di livello come Inter, Eintracht Francoforte e Sporting Lisbona: è reduce da due anni in Corea con il Gyeongnam, squadra che milita nella Serie B nazionale e con cui l’olandese non ha particolarmente brillato. Dopo la svendita totale della scorsa estate, a gennaio la società ha optato logicamente per mantenere tutti, senza vendere o mandare in prestito alcun giocatore.

Voto: 4.5
Mercato deludente, servivano diversi giocatori per ogni reparto con esperienza in Super League 1, per poter lottare ed ottenere più punti possibili prima della fine della regular season.

LAMIA
Acquisti: Ángel Martínez (terzino sinistro, 1991, Vitorul), Piti (trequartista, 1981, Pinto), Adama Ba (ala, 1993, Berkane), Manjrekar James (centrale difensivo, 1993, prestito, Midtylland), Theofanis Tzandaris (centrocampista, 1993, svincolato), Tyronne (trequartista, 1991, svincolato), Valentinos Vlachos (terzino destro, 1992, svincolato), Elmar Bjarnason (centrocampista, 1987, svincolato), Gevorg Ghazaryan (ala sinistra, 1988, prestito, AE Limassol).
Cessioni: Leonardo Villalba (trequartista, 1994, Club UTC), Miguel Bianconi (centravanti, 1992, Levadiakos), Andreas Vasilogiannis (ala, 1991, Chania), Ibrahima Niasse (mediano, 1988, svincolato, Ionikos), Angelos Zioulis (centrale difensivo, 1995, Chania).

Mercato corposo per una squadra che lotta per la salvezza. I ritorni degli spagnoli Piti e Tyronne sulla trequarti alzano l’età media ma sono una garanzia, visto che conoscono l’ambiente Lamia, avendo già giocato con i biancoblù, e la qualità non manca nei loro piedi. Ιl primo è alla sua terza esperienza in squadra, mentre il secondo è stato sfortunato con l’infortunio a fine gennaio contro il Panathinaikos, saltando le ultime tre partite. Il nome più importante è quello dell’armeno Ghazaryan, ex Olympiakos: un giocatore che a Lamia, se trova la forma dei tempi migliori, può stupire. L’ala mauritana Ba arriva dai marocchini del Berkane, dopo le esperienze in Francia tra Ligue 1 (Brest, Bastia), Ligue 2 (Ajaccio) e Turchia (Gaziantep FK e Giresunspor). Dal lotto degli svincolati arrivano i greci Vlachos e Tzandaris, mentre il centrocampo si arricchisce con l’islandese Bjarnason, che aveva partecipato e giocato con la propria Nazionale nell’Europeo del 2016. Lo spagnolo Ángel Martínez ha già preso la corsia difensiva di sinistra, mentre il canadese James va a rinfoltire il centro della difesa. Con l’inizio della Super League 2, quattro giocatori hanno lasciato il Lamia per giocare nella categoria cadetta, mentre l’argentino Villalba è andato in Perù al Club UTC.

Voto: 6+ La risalita è lenta e con questi giocatori si cerca la salvezza. Si rinforza la colonia iberica che è sempre stata rappresentativa, mentre il resto degli innesti può essere utile alla causa. Voto di incoraggiamento.

PANETOLIKOS
Acquisti: Hélder Barbosa (ala, 1987, Hatayspor), Nikos Karelis (attaccante, 1992, ADO Den Haag), Edin Cocalić (centrale difensivo, 1987, Altay), Giorgos Manthatis (ala, 1997, svincolato), Delvin N’Dinga (mediano, 1988, svincolato)
Cessioni: Luis Mosquera (ala, 1999, svincolato), Juan Ignacio Álvarez (ala sinistra, 1997, fine prestito, Chacarita Juniors)

Si rivedono nomi che avevano lasciato il campionato greco. Hélder Barbosa dal 2014 al 2016 aveva giocato nell’AEK, avendo anche avuto l’attuale allenatore del Panetolikos Traianos Dellas in panchina. Una carriera importante in Portogallo, partito dalle giovanili del Porto e con un buon triennio al Braga, per poi approdare nel campionato ellenico e infine in Turchia tra Akhisarspor e Hatayspor. Il portoghese ha firmato per un anno e mezzo: «Sono felice di tornare in Grecia, conosco molto bene il Panetolikos» le sue prime parole. Dopo due stagioni all’estero torna anche Nikos Karelis, attaccante che in gioventù prometteva molto ma non ha avuto stagioni positive nell’ultimo quinquennio. Il 33enne Edin Cocalić in difesa è un rinforzo di livello dato che è esperto e, sì anche lui, aveva già giocato in Grecia, nel biennio 2010-2012 con il Panionios. Giorgos Manthatis era un prodotto delle giovanili dell’Olympiakos, che ha giocato tra PAS Giannina, Panionios e Anorthosis (Cipro) in prestito per poi svincolarsi ad ottobre: in cerca di riscatto, ha già segnato al debutto contro l’OFI. Infine, Delvin N’Dinga è un altro conoscitore del calcio greco avendo giocato nel biennio 2013-2015 all’Olympiakos in prestito dal Monaco e rimasto svincolato dopo l’esperienza all’Antalyaspor.

Voto: 6.5
La squadra è penultima e flirta con la retrocessione diretta. A livello di nomi la sessione è stata di alto livello, ma alcuni vengono da un periodo di inattività: l’usato sicuro è la ricetta giusta per la salvezza?

LARISSA
Acquisti: Adrián Colombino (regista, 1993, Montevideo Wanderers), Mathías Acuña (centravanti, 1992, Montevideo Wanderers), Adrián Jusino (centrale difensivo, 1992, Club Bolívar), Änis Ben-Hatira (ala, 1988, svincolato), Benjamin Moukandjo (attaccante, 1988, Valenciennes), Nikola Jakimovski (terzino, 1990, Trapani), Maksim Maksymenko (difensore, 1990, Kolos Kovalivka),
Cessioni: Steliano Filip (terzino, 1994, Dinamo București), Vangelis Platellas (ala, 1988, Ionikos Nikeas), Gabriel Torje (attaccante, 1989, Bandırmaspor).

I vyssini stanno disputando la peggior stagione da quando, nel 2016, sono tornati nella massima serie. Sulla panchina è stato richiamato Gianluca Festa, principale fautore della salvezza ottenuta due anni fa, dopo aver esonerato in sei mesi già due allenatori. In concomitanza con l’arrivo del nuovo tecnico il patron Kougias ha acquistato moltissimi giocatori, per cercare di salvare una stagione negativa. Per l’attacco sembrava tutto fatto per l’attaccante argentino Bruno Baranco, in forza all’Olympiacos Volos, ma il trasferimento è saltato poiché il giocatore e la sua famiglia volevano un contratto più  corto di quando stabilito inizialmente. La squadra della Tessaglia ha allargato il proprio orizzonte calcistico, andando a ingaggiare tre calciatori sudamericani, di cui due dal Montevideo Wanderes: a centrocampo è stato preso il mediano ed ex capitano della squadra uruguagia Adrián Colombino, che ha firmato un contratto di due anni e mezzo; l’attacco è stato rinforzato da Mathías Acuña, compagno di squadra di Colombino al Montevideo, mentre il terzo sudamericano è il nazionale boliviano Adrián Jusino, difensore centrale 28enne. Per il reparto offensivo spiccano anche i nomi di Ben-Hatira, che ha giocato per l’Amburgo, l’Hertha Berlino e l’Eintracht Francoforte, salvo poi perdersi e finire svincolato, e di Benjamin Moukandjo, camerunense che ha girovagato prima in Francia e poi in Cina. Sulla fascia, in difesa, viene preso il macedone Nikola Jakimovski, ex Trapani, Benevento e Bari, voluto personalmente dal tecnico italiano  per far fronte all’assenza di un terzino sinistro. Il reparto arretrato viene completato dall’ucraino Maksim Maksymenko, centrale 30enne del Kolos Kovalivka. Per quanto riguarda il capitolo cessioni, lasciano la squadra Filip, che torna in patria alla Dinamo București, Platellas che si aggrega allo Ionikos Nikeas in SL2 e Torje, jolly offensivo che si accasa al Bandırmaspor.

Voto: 6+ Moltissimi acquisti che Festa dovrà cercare di integrare nella rosa, per evitare di perderli nei profondi meandri dell’organico.

A cura di Paolo Santarelli ed Enzo Navarra

Seguiteci sui nostri account Instagram e Facebook!


I contenuti presenti sul blog “Il Calcio Greco” sono di proprietà de “Il Calcio Greco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma non autorizzate espressamente dall’autore.
Copyright © 2016-2021 Il Calcio Greco. Tutti i diritti riservati.

L’OFI si rende solidale ma a qualcuno non piace

La squadra cretese di Irakleio si rende protagonista di un gesto straordinario. Lo scorso martedì la Federcalcio ha annunciato che la somma della UEFA destinata alla Grecia per il programma Solidarity (stagione 2019-2020) verrà divisa in parti eque alle 14 società di Super League 1.

Ogni società, dunque, riceverà 333.110,46 euro. L’OFI, notizia di mercoledì, ha proposto alle altre 13 società della massima divisione di donare una percentuale, da decidere nel C.d.A. della Super League 1, di questa somma alle società di Super League 2 e Football League. Un aiuto concreto, dopo quello simbolico di due settimane fa.

La società cretese ha proposto inoltre di raccogliere il totale e mandarlo allo PSAP (Αssocalciatori greca) che sarà il garante di questa iniziativa.

Le reazioni

Se i conterranei, in quanto cretesi, dell’OF Ierapetra hanno accolto in maniera positiva l’iniziativa, ci sono alcuni presidenti che sono contrari.

Il Panachaiki 1891 FC non fa elemosina. Non chiede aiuti da nessuna società e in tutti questi mesi ha dimostrato che con un progetto e una giusta organizzazione si può affrontare questo golgota. Con questa proposta dell’OFI vengono sottovalutati in maniera chiara tutti i presidenti-finanziatori delle società di Super League 2 e Football League che con le unghie e con i denti stanno attualmente lottando per tenere in piedi le proprie squadre. Chiediamo di finirla con questa ridicola generosità che sottovaluta provocatoriamente l’asticella della nostra intelligenza.

Comunicato sul sito del Panachaiki

Sono assolutamente d’accordo col presidente del Panachaiki Giorgos Barlos. Cosa pensa l’OFI, che i nostri giocatori sono dei mendicanti? La dirigenza del Rodos presta attenzione ai suoi calciatori, cosa che fanno anche le altre società di Super League 2 e Football League. L’OFI non dovrebbe fare nulla! Se vuole raccogliere soldi, allora dovrebbe distribuirli alle famiglie povere di Creta, che ne hanno bisogno!

Tonis Martinis, presidente del Rodos (FL) intervistato da mikriliga.com

Durante il programma Sti Sentra, in onda sulla radio di Salonicco Metropolis 95.5, sono intervenuti il presidente dell’Assocalciatori greca Giorgos Bantis (ex portiere di Panionios e Lamia, attualmente svincolato) e il presidente del Trikala (Super League 2) Ilias Aivazoglou.

Con questa iniziativa, l’OFI ci ha ricordato perché amiamo questo sport. Non sono i soldi ma il gesto di solidarietà. Ci fa vedere come dovrebbe essere lo sport. […] Mi sembra triste che si veda la parte negativa in questa iniziativa.

Giorgios Bantis, presidente Assocalciatori greca

Vorrei mettere le cose al loro posto. [L’OFI] Non può essere come la Madonna e distribuire soldi alle società. Ci offende. Ci sono giocatori non pagati? Con che diritto può dare soldi a giocatori che fanno parte delle società? [I calciatori] Non stanno giocando, non è che non vengono pagati: non dobbiamo confonderci. Le società non vengono pagate, i calciatori sì. Giustamente Bantis vuole il meglio per i giocatori ma l’OFI con quale diritto può fare questo. […] I soldi che ha mandato la UEFA per essere distribuiti dove vanno? Noi non abbiamo preso un euro. Li hanno presi le squadre di Super League 1. E l’OFI ora cosa fa? Vuole fare il buono con i giocatori?

Ilias Aivazoglou, presidente Trikala (SL2)

Insomma, da una parte abbiamo il bel gesto dell’OFI e dall’altra i presidenti delle società che vengono punti nell’orgoglio. Come sempre, è polemica.

Seguiteci sui nostri account Instagram e Facebook!


I contenuti presenti sul blog “Il Calcio Greco” sono di proprietà de “Il Calcio Greco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma non autorizzate espressamente dall’autore.
Copyright © 2016-2020 Il Calcio Greco. Tutti i diritti riservati.

Eugène Gerards, un cretese nato nei Paesi Bassi

Il papà ha giocato a calcio, il fratello ha giocato il calcio, la mamma e la sorella erano nel mondo del calcio: Eugène Gerards da Brunssum, zona neerlandese di minatori, nasce il 7 maggio 1940 e si trova in una famiglia che vive per il gioco del pallone.

Si ritira a 32 anni dopo un grave infortunio ma non perde tempo e va nella vicina Colonia per studiare nell’Università dello Sport: il suo obiettivo è quello di diventare un allenatore.
Dal 1974 al 1985 è il viceallenatore del Roda sotto ben quattro tecnici e farà da traghettatore per una sola partita nel dicembre del 1984.

Il ruolo da primo allenatore gli piace e alla fine dell’ultima stagione prenderà una decisione che gli cambierà la vita.

whecybbgms4jykfchhcs.jpg

OFI, NON UN CAPITOLO MA UN LIBRO INTERO

Nell’estate del 1985, arriva la svolta grazie a Grigoris Tsinòs, difensore greco che aveva allenato al Roda:

Quando Grigoris è andato all’OFI, la sua dirigenza cercava un allenatore e così lui ha proposto il mio nome, dato che mi conosceva dall’esperienza al Roda. Mi hanno contattato per un appuntamento e sono andato ad Atene su invito del patron Theodoros Vardinogiannis. Il nostro rapporto è stato subito ottimo: io gli sono stato simpatico dal primo momento e ciò era ricambiato.

Norbert Keulen, storico magazziniere del Roda, ricorda che si era abbastanza sorpreso quando ha visto partire Gerards da solo e con una valigia: infatti, il limburghese aveva adddirittura prenotato un volo di ritorno per settembre.
Non sapeva, però, che sarebbe rimasto sulla panchina dell’OFI fino all’alba del nuovo millennio.

Lascia in patria la moglie e i figli, una vita che difficilmente un 45enne avrebbe potuto abbandonare. Specialmente Frank, suo figlio, se la prende abbastanza, perché non concepisce il fatto che suo padre abbia scelto di intraprendere una nuova vita.
Eugène, sull’isola di Creta, è come se nascesse per la seconda volta.

Ad Irakleio Gerards trova una società con infrastrutture da dilettanti, senza un vero e proprio centro sportivo. Chiunque si sarebbe tirato indietro, ma la tempra di un limburghese non è da sottovalutare.

Il binomio Vardinogiannis-Gerards è qualcosa di unico, soprattutto nei primissimi anni. L’allenatore viene considerato un re Mida per i tifosi dell’OFI: tutto quello che toccava, diventava oro, con i fondi del suo patron.

Vardinogiannis faceva tutto quello che gli chiedevo. Quando gli ho chiesto la costruzione di un centro sportivo mi ha detto: «Trova un terreno e fate un progetto». Così è stato creato il centro sportivo Vardinogianneio.

Prendete solamente le prime tre stagioni di Gerards sulla panchina dei cretesi:

  • Secondo posto in Alpha Ethniki 1985-1986 (record).
  • Sedicesimi di finale di Coppa UEFA 1986-1987 (record).
  • Terzo posto in Alpha Ethniki 1986-1987.
  • Vincitore della Coppa di Grecia 1986-1987 (record, contro l’Iraklis di Chatzipanagis).
  • Ottavi di finale di Coppa delle Coppe 1987-1988 (record).
  • Terzo posto in Alpha Ethniki 1987-1988.

Qui la partita integrale della finalissima di Coppa del 1987, trasmessa dalla tv pubblica ERT:

Dopo questi risultati arriva inevitabilmente il rinnovo del contratto di Gerards, che si lega indissolubilmente con la realtà cretese. Anche se già dai primi mesi sente la pressione tipica del calcio greco:

Nella prima stagione all’OFI, un momento difficile è stato prima della partita contro il Panathinaikos. Tutti i tifosi ci insultavano e urlavano perché credevano che ci saremmo venduti la partita; anche i giornali dell’epoca lo scrivevano. Era una situazione molto triste e sono andato a parlare con Theodoros Vardinogiannis. Gli ho chiesto il motivo delle voci che stavano girando e mi ha risposto: «Io ti dico questo: è un mio problema. Io voglio che tu batta mio fratello (Giannis, patron del Panathinaikos, ndr)».

Così, ogni sfida col Panathinaikos era speciale per me. E lo abbiamo anche escluso dalle coppe europee nel 1997.

L’incantesimo comincia a spezzarsi il 21 settembre 1996, con la morte improvvisa di Theodoros Vardinogiannis a soli 54 anni. La società passa nelle mani del fratello Vardis, con cui i rapporti si incrinano totalmente nel 2000: dopo 15 anni di fila, record per un allenatore straniero in una società ellenica, Gerards lascia l’OFI.

Vorrei dire che non sono andato via dall’OFI. Mi hanno cacciato. Non volevo più fare l’allenatore, perché in un incontro che ho avuto con Vardis Vardinogiannis, mi era stato detto che avrebbe lasciato la squadra nelle mani nel figlio Giannis (chiamato Jigger). Io non ero d’accordo con questa decisione, perché ritenevo che Jigger non amasse la squadra. Non avrei mai voluto lasciare l’OFI, perché era la mia squadra. La mia vita era ad Irakleio.

Per questo quando Vardis mi ha proposto di andare al Panathinaikos ho rifiutato. Sapevo di voler dare ancora molto all’OFI, ma con un altro ruolo: però l’allenatore che è venuto dopo e la dirigenza non mi volevano più e mi hanno cacciato. Non potevo vivere senza il calcio, così poi ho accettato la proposta di entrare nello staff tecnico dell’AEK. In seguito sono andato in Cipro, all’APOEL (vincendo il campionato nel 2001-2002) e poi all’Iraklis. Non potevo credere di stare lontano dall’OFI.

Nel ventennio post Gerards, l’OFI ha avuto in panchina ben sette ex giocatori allenati dall’olandese: il portiere Myron Sifakis, i difensori Nikos Goulis e Nikos Papadopoulos, i centrocampisti Nikki Papavasileiou, Nikos Nioplias, il trequartista Jaime Vera (con vice il connazionale ed ex OFI Alejandro Hisis) e l’attaccante Giannis Samaras (papà dell’ex Celtic Giorgos).

GERARDS E L’EUROPA

Il tecnico di Brunssum porta per la prima volta il nome dell’OFI in Europa.
Dopo il clamoroso secondo posto in campionato nella prima stagione, arriva il pass per la Coppa UEFA 1986-1987, affrontando l’Hajduk Spalato ai sedicesimi: 1-0 in Grecia e un umiliante 4-0 in trasferta, con Gerards che vive così questa eliminazione:

Sul volo di ritorno, ho visto il presidente parlare al telefono e pensavo che fosse in contatto col patron Vardinogiannis per cacciarmi dalla squadra. Poi ho saputo che parlava solamente con i giornalisti.

Nella stagione successiva arriva, con la vittoria della Coppa, la prima partecipazione nella Coppa delle Coppe, la cui avventura si conclude agli ottavi di finale contro l’Atalanta di Emiliano Mondonico, che nel 1987-1988 militava in Serie B: dopo l’1-0 (17′ Persias) sul campo neutro del Toumba, gli orobici sconfiggono a Bergamo i cretesi per 2-0.

Per chi è interessato, su Youtube si trova la partita di andata integrale del 21 ottobre 1987, trasmessa da Raitre con la telecronaca di Carlo Nesti.

Nel 1989, arriva il primo trofeo europeo per i cretesi: nella finale del 7 giugno a Serres l’OFI batte il Radnički Niš e conquista la Coppa dei Balcani. Un trofeo che, alla vigilia della finale, Gerards non sottovaluta affatto:

Si tratta di una coppa che l’OFI non ha mai conquistato prima. Penso che i tifosi di Serres verranno a sostenerci e noi offriremo un bel calcio e la vittoria.

Negli anni Novanta arriva il più grande successo, quello contro l’Atletico Madrid ai sedicesimi della Coppa UEFA 1993-1994.

Dopo la sconfitta per 1-0 al Vicente Calderón di Madrid, l’OFI compie l’impresa e batte ad Irakleio per 2-0 gli spagnoli, con reti di Machlas e il rigore di Tsifoutis, venendo eliminato agli ottavi dai portoghesi del Boavista.

La più importante partita europea della storia dell’OFI. Lo stadio era infuocato, un’esperienza incredibile.

Anche nel 1997 l’OFI arriva ai sedicesimi di Coppa UEFA fermandosi davanti all’Auxerre di Guy Roux.

GERARDS E I GIOVANI

Il tecnico olandese, forte anche di una laurea in Psicologia, ha la capacità di trattare la squadra come una famiglia.
Contribuisce alla crescita di giocatori come Nikos Nioplias o lo stesso Machlas, vincitore della Scarpa d’Oro nel 1998. Ma anche stranieri come i cileni Jaime Vera e Alejandro Hisis negli anni Ottanta, il costaricano Rónald Gómez nell’ultima stagione (1999-2000) e il 17enne maliano Mahamadou Diarra, partito dall’OFI per poi diventare titolare nel Real Madrid della metà degli anni 2000.

Nel nuovo millennio, si dice che avesse segnalato al Larissa un giovanissimo Kostas Mitroglou e al Kerkyra un altro giocatore promettente, un certo Kostas Fortounis: i direttori sportivi di entrambe le squadre, tuttavia, non ritenevano questi due giocatori degli affari…

Eugène Gerards negli ultimi anni della sua vita è stato diagnosticato con la paralisi sopranucleare progressiva, una sindrome che lo ha costretto alla mobilità ridotta e alla sedia a rotelle. Il 20 novembre 2017, su idea di Ilias Poursanidis, uno dei tanti figli di Gerards, è stata organizzata un’amichevole per ricordare i 15 anni di Eugene sulla panchina dell’OFI.

Figli di Gerards con tanti suoi giocatori nei tre lustri ad Irakleio contro gli Amici di Gerards con gran parte della rosa della Grecia di Euro 2004. Momenti incredibili, con lo stadio Theodoros Vardinogiannis che si commuove nel vedere l’artefice di tante battaglie tornare nel posto dove ha creato una squadra irripetibile.

Solamente un mese e mezzo dopo quella partita, il 2 gennaio 2018, Eugène Gerards si spegne a 77 anni nella sua amata Elià Irakleiou, a Creta.

GERARDS E LA SUA CRETA

Nei primissimi giorni della sua avventura cretese, quando gli propongono di assumere un interprete, Gerards si è subito opposto, rispondendo che un paese lo si conosce solo quando si impara la lingua. Si sottopone a lezioni quotidiane con la moglie di un olandese che vive a Creta e a cui chiede sempre della storia e delle tradizioni dell’isola.

A Creta conosce la sua seconda moglie e passa gli ultimi anni della sua vita ad Elià, un paesino di nemmeno 700 anime che sorge su una collina da cui si può assistere ad una vista mozzafiato e a circa 3.000 chilometri da Brunssum, la sua città natale.
Aveva imparato perfettamente il greco, prendendo anche la cittadinanza greca.

Νell’agosto del 2017 l’OFI dedica il Gate 9 dello stadio Theodoros Vardinogiannis proprio a lui: è l’ingresso della tribuna d’onore, esattamente sopra la panchina da cui ha guidato per centinaia di volte i cretesi.

153127
Mentre celebra la vittoria della Coppa del 1987.

Gran parte delle citazioni sono tratte da questa interessante intervista a Gerards su Sport24.gr del febbraio 2016. La risposta all’ultima domanda che il giornalista gli pone, rende bene l’idea del suo amore per Creta: Αvrebbe mai voluto nascere cretese?

Lo avrei voluto molto. I cretesi sono delle brave persone. Io amo Creta e i cretesi.
Non sono nato qui, però è casa mia.
Qui vivevo, qui vivo e qui morirò, da cretese.

Oggi avrebbe spento 80 candeline uno dei personaggi più rivoluzionari del calcio greco.

Tanti auguri Eugène Gerards, limburghese di nascita ma col cuore cretese.

 

Seguiteci sui nostri account Instagram e Facebook!


I contenuti presenti sul blog “Il Calcio Greco” sono di proprietà de “Il Calcio Greco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma non autorizzate espressamente dall’autore.
Copyright © 2016-2020 Il Calcio Greco. Tutti i diritti riservati.